








CORNO D'AFRICA: LA FAME CHIAMA
Un pressante invito “a dividere il pane con i bisognosi”

....notizie sempre più allarmanti....

....ogni ulteriore ritardo negli aiuti aggrava la situazione....

....la pioggia manca - la terra dissecata non produce -
anche gli animali muoiono....


...fa ridere, ma anche tanta pena...


Come per numerosi altri santi della Chiesa primitiva, poche, incerte e spesso rivestite di leggenda, sono le notizie sulla vita, sul tempo e sul luogo del martirio di Vittore e Corona.
Non manca invece un discreto numero di fonti latine, greche e perfino copte, sul modo con
cui affrontarono il martirio, sul loro culto e sulla traslazione delle loro reliquie.
"L’Illustre certamen”, un’antica relazione greca del IV secolo, redatta da un diacono della Chiesa di Antiochia, ci dice che Vittore era un soldato cristiano che subì il martirio in Siria, nell’anno 171, durante la persecuzione di Marco Aurelio. Denunciato dinanzi al tribunale del prefetto romano Sebastiano e sottoposto a efferate torture, Vittore manifesta con serenità e intrepidezza la propria fede.
Secondo la tradizione, invece, Corona sarebbe stata la giovane sposa di un compagno d’arme di Vittore. Ella avrebbe incoraggiato il martire a resistere ai tormenti e, dopo che si fu dichiarata cristiana, fu condannata ad essere squartata, appesa a due palme fatte curvare a forza e poi liberate.
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EX TEMPORE DI SCULTURA SU LEGNO

ARTISTA DEL LEGNO ALL'OPERA

GIUGNO 2009
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Le Dolomiti diventano un «Patrimonio dell’umanità»
L’Italia ha infilato un’altra delle sue molte perle nella collana mondiale del Patrimonio universale dell’umanità tutelato dall’Unesco. Dal 2004 il Bel paese sta cercando di far entrare le Dolomiti nel prestigioso novero degli angoli più belli al mondo ma solo oggi il sogno è divenuto realtà.
Intanto il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo (nella foto) ha cantato giustamente vittoria per aver posto la parola fine a un lungo tormentone che rischiava di diventare lunghissimo, ma un’imprevista quanto gradevole accelerata ha portato al risultato sperato. E ha commentato: «È stata una grande festa condivisa con le cinque province e le tre regioni interessate. L’Italia è riuscita a presentarsi credibile e abbiamo avuto i complimenti di tutti».
Una vittoria prestigiosa dunque: dopo le isole Eolie, prime a essersi guadagnate l’accesso al Patrimonio dell’Unesco, ora tocca alle Dolomiti. Come dire, mare e montagna. Il ministro intanto medita di continuare su questa strada: «Ci metteremo al lavoro perché il Paese ha uno straordinario territorio. Va valorizzato, tantissimi siti premono per essere avviati a questo percorso. L’Italia è un museo a cielo aperto: abbiamo autentici gioielli e dobbiamo modificare il nostro atteggiamento e non chiudere questi gioielli nel caveau ma renderli fruibili».
Entusiasta anche il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia che da buon veneto si è detto orgoglioso che questa merlatura che incornicia il nostro Paese sia Patrimonio dell’umanità dell’Unesco in cui sono inclusi 44 siti italiani, un primato mondiale tutto italiano.

Roe - Terza elementare 1948 - Qualcuno si riconosce? |

L'AUTUNNO E I SUOI COLORI




PANORAMICHE DAL MONTE PALAZZA

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Dalla croce del monte Vedana un abbraccio al Peron, al Mas e alla Val Belluna. Sinuoso il cordevole, vena vitale e via di viandanti.
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Panoramica locale: le strade seguono i fiumi, i fiumi seguono le valli,
le valli collegano i popoli.

